Tavolo da giardino con foro per l'ombrellone: come sceglierlo
Tavolo da giardino con foro centrale: come funziona, come misurare il palo dell'ombrellone, quali materiali scegliere e cosa controllare prima di comprare.
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Il teak è uno dei legni più adatti a un tavolo da giardino perché contiene oli naturali che lo proteggono da umidità, muffe e parassiti. Lasciato all'aperto non marcisce facilmente e non si deforma, e con il tempo vira da un caldo color miele a una patina grigio argento. Richiede poca manutenzione, ma non nessuna: bastano acqua, sapone neutro e, se vuoi tenere il colore originale, un po' d'olio una o due volte l'anno.
Il teak è un legno duro e denso di origine tropicale. Gli oli che porta con sé rendono la superficie poco permeabile all'acqua e poco appetibile per gli insetti: per questo viene usato da sempre anche in ambito nautico. In giardino significa un tavolo che sopporta pioggia, rugiada e sbalzi di temperatura senza gonfiarsi né crepare in modo evidente.
Anche l'aspetto fa la sua parte. La venatura è regolare e il colore caldo si abbina senza sforzo a giardini moderni, terrazze di città o patii dal sapore più rustico. È un materiale che non ha bisogno di vernici coprenti per sembrare curato.
Sul teak esterno hai due strade, entrambe legittime. La scelta dipende solo da quale aspetto preferisci.
Se hai già un tavolo ingrigito e vuoi recuperare il colore, si può pulire in profondità con una spazzola morbida e poi oliare: il legno sotto la patina è ancora quello di partenza.
La routine è breve. Una volta al mese, nella stagione in cui usi il tavolo, passa un panno o una spazzola morbida con acqua tiepida e sapone neutro, sciacqua con acqua pulita e lascia asciugare all'aria. Evita spugne abrasive e prodotti aggressivi, che rovinano la superficie.
Nei mesi freddi o molto piovosi ripara il tavolo: con una custodia per mobili da giardino oppure spostandolo in un deposito o sotto una tettoia. Non è obbligatorio, ma riduce l'esposizione all'umidità prolungata e mantiene il legno in ordine più a lungo. Evita infine di lasciare oggetti pesanti fermi per settimane sul piano: possono lasciare segni.
Prima di guardare le foto, parti da quattro domande concrete.
Quante persone devi far sedere? Conta quanti commensali siedono di solito e scegli la lunghezza del piano di conseguenza, lasciando attorno al tavolo lo spazio per scostare le sedie.
Quale forma si adatta allo spazio? Il rettangolare sfrutta bene terrazze lunghe e strette. Il quadrato e il rotondo favoriscono la conversazione e funzionano nei patii compatti. L'allungabile è la risposta se di solito siete in pochi ma qualche volta molti di più.
Ti serve un foro per l'ombrellone? Se il tavolo starà al sole, controlla che sia previsto il foro centrale e che la base dell'ombrellone trovi posto.
Come lo abbinerai alle sedute? Il teak sta bene con altro teak, ma anche con metallo scuro, textilene o fibre intrecciate. Se vuoi evitare la fatica di coordinare tutto, una soluzione già abbinata è comoda: trovi tavolo e sedie insieme tra i set completi tavolo con sedie, oppure puoi scegliere le sedie da giardino separatamente.
Il teak non è tutto uguale. Con un tavolo in legno massello guarda questi dettagli.
Quando non sai da dove cominciare, scorri la collezione dei tavoli da giardino: puoi confrontare forme, dimensioni e materiali e restringere la scelta partendo dalle misure della tua terrazza.
Il teak costa di più di molte alternative, ma lo fa per una ragione: dura molto nel tempo e invecchia bene. Se vuoi un tavolo da tenere a lungo, che si ripara e si recupera con una passata d'olio, è un buon investimento. Se invece ti serve qualcosa di leggero da spostare ogni giorno o da rimettere via in inverno, l'alluminio è spesso più pratico. Non c'è una risposta valida per tutti: dipende da quanto vuoi curare il tavolo e da quanto spesso lo userai.
Su Kery trovi per esempio il tavolo allungabile ABUNDANCE in teak riciclato, da 160 a 220 cm, con piano spesso 4 cm.
Sì, il teak è tra i pochi legni pensati per questo. Nei mesi più freddi o piovosi è comunque consigliabile coprirlo o spostarlo in un riparo, per limitare l'umidità prolungata.
Indicativamente una o due volte l'anno, secondo il clima e l'esposizione al sole. Se invece accetti la patina grigia, l'olio non è necessario.
È un processo naturale causato da sole e pioggia. Non indebolisce il legno: è solo il colore che cambia. Se non ti piace, puoi pulirlo e oliarlo per riportarlo più caldo.
Con acqua tiepida, sapone neutro e una spazzola morbida. Sciacqua bene e lascia asciugare all'aria prima di oliare o di coprire il tavolo.
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